Covid-19 e Cani: [Tutto quello che Devi Sapere]
Ultimo aggiornamento: 14 Novembre 2024
Covid-19 e cani, in sintesi:
I cani possono prendere il COVID-19, ma è raro e di solito succede solo se vivono con una persona infetta. Quando succede, i sintomi sono lievi o assenti, e non ci sono prove che possano trasmettere il virus a te o ad altri. Se sei positivo, evita baci e contatti stretti con il tuo cane per proteggerlo.
Attualmente non esiste un vaccino specifico per il COVID-19 (SARS-CoV-2) approvato per i cani. Tuttavia, è importante conoscere i 10 vaccini essenziali per la loro salute.
Durante la pandemia, i cani sono stati un grande conforto per molte persone, dimostrando quanto sia speciale il loro ruolo nella nostra vita.
Sai come accorgerti se il tuo cane ha preso il covid-19?
Vediamolo insieme:
Trasmissione del Covid-19 tra Umani e Cani
La pandemia di Covid-19 ha sollevato numerose domande non solo sulla salute umana, ma anche su quella dei nostri animali domestici.
I proprietari di cani si sono chiesti se i loro amici a quattro zampe possano essere infettati dal virus, trasmetterlo agli esseri umani o essere esposti a rischi ambientali.
Rispondiiamo a quache domanda:
Posso contrarre l’infezione dal mio animale da compagnia?
Ad oggi, il rischio di contrarre il SARS-CoV-2 dal proprio cane è considerato estremamente basso. Studi scientifici hanno evidenziato che, sebbene alcuni animali domestici (come gatti e, in misura minore, cani) possano essere infettati dal virus in seguito a stretto contatto con persone positive, non ci sono prove concrete che gli animali possano trasmettere il virus agli esseri umani.
Il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC) sottolinea che i casi documentati di infezione negli animali domestici sono rari e generalmente asintomatici o lievi. Tuttavia, è sempre consigliabile adottare misure igieniche di base, come lavarsi le mani dopo aver toccato il proprio animale.
Esiste il rischio che il virus SARS-CoV-2 sia trasmesso dall’uomo agli animali o da animale ad animale?
Il SARS-CoV-2 può essere trasmesso dagli esseri umani agli animali, specialmente in ambienti domestici dove vi è un contatto ravvicinato. Studi hanno dimostrato che specie come gatti, tigri e leoni sono più suscettibili al virus rispetto ai cani.
I gatti, ad esempio, possono sviluppare sintomi respiratori lievi e trasmettere il virus ad altri gatti in condizioni sperimentali. I cani, invece, sembrano avere una suscettibilità molto bassa al virus e raramente mostrano segni clinici. Questo suggerisce che la trasmissione tra animali è possibile ma limitata a specifiche specie.
Le persone affette da Covid-19 possono contaminare l’ambiente esponendo gli animali al virus?
Le persone positive al Covid-19 possono contaminare l’ambiente domestico attraverso goccioline respiratorie o contatto con superfici. Gli animali conviventi potrebbero essere esposti al virus toccando superfici contaminate o entrando in contatto diretto con i loro proprietari infetti.
Per proteggere i propri animali domestici:
- Evitare contatti ravvicinati con l’animale se si è positivi.
- Indossare una mascherina in presenza dell’animale.
- Lavarsi frequentemente le mani prima e dopo aver interagito con l’animale o i suoi oggetti.
Queste precauzioni aiutano a ridurre il rischio di esposizione al virus per gli animali.
Quanto tempo vive il virus del Covid sulle superfici?
La sopravvivenza del SARS-CoV-2 sulle superfici varia a seconda del materiale e delle condizioni ambientali:
- Superfici lisce (vetro, acciaio inox, plastica): fino a 28 giorni a temperature basse (20°C) e umidità moderata.
- Materiali porosi (tessuti, cartone): da poche ore a un massimo di 14 giorni.
- Superfici esposte alla luce solare: la durata del virus si riduce significativamente grazie all’effetto dei raggi UV.
Per minimizzare i rischi:
- Pulire regolarmente le superfici con disinfettanti contenenti alcol (62%-71%) o ipoclorito di sodio allo 0,1%.
- Prestare particolare attenzione alle superfici toccate frequentemente (maniglie, ciotole per animali).
Seguendo queste misure igieniche si può ridurre drasticamente la possibilità di contaminazione ambientale sia per gli esseri umani che per gli animali conviventi.
Sintomi e Diagnosi nei Cani
I sintomi del Covid-19 nei cani sono generalmente lievi o assenti, ma in alcuni casi possono manifestarsi segnali simili ad altre infezioni respiratorie. I principali sintomi osservati includono:
Febbre: aumento della temperatura corporea oltre 39°C.
Letargia: il cane appare stanco o meno attivo del solito.
Tosse e difficoltà respiratorie.
Perdita di appetito e, in rari casi, vomito o diarrea.
Nei casi più lievi, i sintomi possono risolversi spontaneamente entro pochi giorni. Tuttavia, se il cane presenta difficoltà respiratorie gravi o febbre persistente, è fondamentale consultare un veterinario per una diagnosi accurata e un trattamento adeguato.
Quanto dura l’influenza da Covid-19 del cane?
La durata della malattia nei cani infetti da SARS-CoV-2 varia in base alla gravità dei sintomi e alle condizioni generali dell’animale. In media:
Forme lievi: i sintomi si risolvono spontaneamente entro 7-10 giorni.
Forme moderate o gravi: possono richiedere fino a 2-3 settimane per un completo recupero, specialmente in cani anziani o immunodepressi.
Però attenzione, fattori come età avanzata, patologie preesistenti (ad esempio problemi cardiaci o respiratori) e lo stato immunitario del cane possono influenzare negativamente il decorso clinico.
Quanto dura l’incubazione del Covid nei cani?
Il periodo di incubazione del SARS-CoV-2 nei cani è stimato tra i 2 e gli 8 giorni, simile a quello osservato negli esseri umani. Durante questo periodo, il cane potrebbe non mostrare sintomi evidenti ma essere comunque infetto. È importante monitorare attentamente l’animale se è stato esposto a persone positive al Covid-19.
Quale sintomo compare per primo nel Covid nei cani?
I primi sintomi che possono comparire sono:
Letargia: il cane sembra meno energico del normale.
Tosse lieve o starnuti.
Questi segnali iniziali possono essere facilmente confusi con altre malattie respiratorie comuni nei cani, come la “tosse dei canili“. Per questo motivo, è essenziale una valutazione veterinaria per distinguere tra le diverse cause.
Misurare la febbre al cane
La misurazione accurata della temperatura corporea è fondamentale per confermare la febbre. Usa un termometro digitale rettale specifico per animali. Inserisci delicatamente il termometro nel retto del cane per circa 1 cm. La temperatura normale di un cane varia tra 37,5°C e 39°C; valori superiori indicano febbre.
Se la temperatura supera i 39,5°C o persiste per più giorni, è necessario contattare immediatamente un veterinario per ulteriori accertamenti.
Prevenzione e Comportamenti da Adottare
Chi ha il Covid può stare con il cane? Se una persona è positiva al Covid-19, è importante adottare precauzioni per proteggere sia gli altri membri della famiglia che gli animali domestici.
Sebbene non ci siano prove scientifiche che i cani possano trasmettere il SARS-CoV-2 agli esseri umani, esiste la possibilità che possano contrarre l’infezione attraverso il contatto ravvicinato con un proprietario infetto.
Le linee guida principali includono:
Evitare il contatto stretto con il cane, come abbracci o baci.
Usare una mascherina quando si è in prossimità dell’animale.
Lavarsi le mani prima e dopo aver toccato il cane, i suoi oggetti (ciotole, giocattoli) o aver pulito eventuali deiezioni.
Affidare le cure del cane a un’altra persona, se possibile, per ridurre il rischio di esposizione.
In caso non sia possibile delegare la cura del cane, è fondamentale mantenere queste precauzioni per minimizzare i rischi. Inoltre, è consigliabile monitorare l’animale per eventuali sintomi sospetti e consultare un veterinario in caso di dubbi.
Il ruolo del veterinario
I veterinari svolgono un ruolo cruciale nel monitoraggio della salute degli animali conviventi con persone positive al Covid-19. In caso di sintomi sospetti nel cane, il veterinario può effettuare test diagnostici per SARS-CoV-2 e fornire indicazioni su come gestire l’animale durante la malattia.
Inoltre, i veterinari collaborano con i servizi di sanità pubblica per garantire un approccio integrato alla gestione dei rischi secondo l’approccio “One Health”.Adottando queste misure preventive e seguendo le indicazioni del proprio veterinario, è possibile garantire la sicurezza e il benessere sia degli esseri umani che degli animali domestici durante la pandemia.
Sicurezza Alimentare e Ambientale
Esiste il rischio che il virus SARS-CoV-2 sia trasmesso attraverso alimenti per animali domestici o mangimi? Secondo le evidenze scientifiche attuali, il rischio di trasmissione del SARS-CoV-2 attraverso alimenti per animali domestici o mangimi è estremamente basso.
Il virus non è considerato un patogeno trasmissibile per via alimentare, bensì un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso aerosol o contatto diretto con superfici contaminate.
Tuttavia, in condizioni di manipolazione impropria, come il contatto con mani infette, le superfici degli alimenti potrebbero teoricamente essere contaminate. Per garantire la sicurezza:
Lavarsi sempre le mani prima e dopo aver maneggiato cibo o mangimi per animali.
Conservare gli alimenti in contenitori chiusi per ridurre il rischio di contaminazione ambientale.
Fonti autorevoli, come l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), ribadiscono che non ci sono prove che gli alimenti per animali possano fungere da vettori per la diffusione del virus.
Le confezioni degli alimenti per animali possono essere contaminate?
Le confezioni degli alimenti per animali possono teoricamente essere contaminate se esposte a goccioline respiratorie infette o manipolate da persone positive al Covid-19. Tuttavia, studi condotti dalla Food Standards Agency (FSA) e da altri enti di ricerca hanno dimostrato che il virus ha una sopravvivenza limitata sulle superfici dei materiali di imballaggio:
Plastica e acciaio inox: fino a 72 ore, ma con una significativa riduzione della carica virale già nelle prime 24 ore.
Cartone: fino a 24 ore.
Per minimizzare i rischi:
Pulire le confezioni con un disinfettante a base di alcol o ipoclorito di sodio prima di riporle.
Lavare le mani dopo aver toccato gli imballaggi.
Queste precauzioni igieniche sono utili non solo per il SARS-CoV-2, ma anche per altri agenti patogeni.
Rischi nei Canili con il Covid-19
I canili, così come altre strutture che ospitano animali in comunità, possono essere considerati ambienti a rischio per la diffusione del SARS-CoV-2, non tanto per la trasmissione tra animali, ma per il potenziale contatto tra esseri umani (operatori, visitatori e volontari) e per l’esposizione degli animali a persone positive.
Sebbene i cani abbiano una bassa suscettibilità al virus, il rischio di contaminazione ambientale o di esposizione a goccioline respiratorie infette non può essere completamente escluso.
Principali Rischi:
- Trasmissione Uomo-Animale: Gli operatori positivi al Covid-19 possono trasmettere il virus ai cani attraverso contatti ravvicinati o superfici contaminate.
- Contaminazione Ambientale: Il virus può sopravvivere su superfici comuni (come gabbie, ciotole e pavimenti) per diverse ore o giorni, a seconda del materiale.
- Interazioni Umane: La presenza di più persone (operatori, adottanti) nello stesso ambiente aumenta il rischio di trasmissione interumana.
Misure di Prevenzione nei Canili
Per ridurre i rischi legati al Covid-19 nei canili, è fondamentale adottare misure di biosicurezza rigorose:
1. Protezione degli Operatori e dei Visitatori
- Utilizzo obbligatorio di dispositivi di protezione individuale (DPI), come mascherine e guanti.
- Lavaggio frequente delle mani con acqua e sapone o disinfettanti a base alcolica.
- Distanziamento fisico tra operatori e visitatori.
2. Igiene Ambientale
- Pulizia e disinfezione regolare delle superfici ad alto contatto (gabbie, ciotole, pavimenti).
- Sanificazione periodica degli ambienti comuni con prodotti efficaci contro il SARS-CoV-2.
3. Gestione degli Animali
- Limitare il contatto diretto tra i cani e le persone positive o sospette di infezione.
- Isolare temporaneamente gli animali che potrebbero essere stati esposti al virus.
- Monitorare i cani per eventuali sintomi respiratori o comportamenti anomali.
Evidenze Scientifiche sulla Trasmissione nei Rifugi
Uno studio condotto dall’Università di Guelph (Canada) ha rilevato che i cani che vivono in famiglia hanno una maggiore probabilità di sviluppare anticorpi contro il SARS-CoV-2 rispetto ai cani ospitati nei rifugi.
Solo il 9% dei cani nei rifugi è risultato positivo agli anticorpi contro il virus, rispetto al 43% dei cani domestici.
Questo suggerisce che i rifugi, grazie alle loro misure di isolamento e igiene rigorose, rappresentano un ambiente relativamente sicuro rispetto alle abitazioni private dove il contatto diretto con persone infette è più probabile
Responsabilità Veterinarie e Istituzionali
Quali sono le responsabilità internazionali delle Autorità veterinarie?
Le Autorità veterinarie svolgono un ruolo cruciale nella prevenzione e gestione della diffusione del SARS-CoV-2 tra gli animali, contribuendo anche alla tutela della salute pubblica. Le loro responsabilità principali includono:
Monitoraggio e sorveglianza: Identificare tempestivamente i casi di infezione negli animali, in particolare nelle specie più suscettibili come i visoni, attraverso test diagnostici e analisi epidemiologiche.
Comunicazione e gestione del rischio: Collaborare con le Autorità sanitarie pubbliche, l’Organizzazione Mondiale della Sanità Animale (OIE) e la FAO per garantire una gestione coordinata dei rischi zoonotici.
Notifica obbligatoria: Segnalare all’OIE ogni caso di SARS-CoV-2 negli animali, includendo dettagli sulla specie infetta, le prove diagnostiche utilizzate e le informazioni epidemiologiche rilevanti.
Prevenzione di misure inadeguate: Evitare l’adozione di interventi non necessari che potrebbero compromettere il benessere degli animali o avere un impatto negativo sulla biodiversità.
Ad esempio, durante i focolai di SARS-CoV-2 nei visoni, le Autorità veterinarie hanno implementato misure di biosicurezza negli allevamenti, come test sistematici sugli animali e sul personale, isolamento degli animali infetti e abbattimenti controllati per limitare la diffusione del virus.
Cosa possono fare la Commissione Europea e i Servizi Veterinari nazionali?
La Commissione Europea e i Servizi Veterinari nazionali hanno adottato un approccio integrato per affrontare i rischi legati al SARS-CoV-2 negli animali, basandosi sul principio “One Health”, che considera la salute umana, animale e ambientale interconnesse. Le principali iniziative includono:
1. Sorveglianza Coordinata
La Commissione Europea ha istituito sistemi di sorveglianza armonizzati per monitorare gli agenti patogeni zoonotici prioritari, inclusi il SARS-CoV-2 e altre malattie emergenti. Questi sistemi prevedono il monitoraggio attivo degli allevamenti ad alto rischio (come quelli di visoni) e la raccolta di dati standardizzati tra gli Stati membri.
2. Misure di Biosicurezza
Sono state implementate linee guida per garantire elevati standard di biosicurezza negli allevamenti intensivi. Queste misure comprendono l’uso obbligatorio di dispositivi di protezione individuale (DPI), test regolari sul personale degli allevamenti e la disinfezione delle strutture.
In Italia, ad esempio, è stato vietato l’allevamento di animali da pelliccia con la Legge 30 dicembre 2021 n. 234, riducendo drasticamente il rischio di nuovi focolai zoonotici.
3. Collaborazione Internazionale
La Commissione Europea collabora con organizzazioni come l’OIE e l’EFSA per sviluppare strategie comuni contro le malattie zoonotiche emergenti. Questa cooperazione include la condivisione dei dati epidemiologici e lo sviluppo di strumenti diagnostici avanzati.
4. Partnership Europea sulla Salute Animale
Nel 2024 è stata lanciata la Partnership Europea sulla Salute e il Benessere degli Animali (EUP AH&W), un’iniziativa ambiziosa che prevede un investimento di 360 milioni di euro in sette anni per migliorare la ricerca sulle malattie infettive degli animali e promuovere il benessere animale. Questa partnership mira a rafforzare la resilienza dei sistemi zootecnici europei attraverso innovazioni scientifiche.
5. Formazione e Sensibilizzazione
La Commissione ha promosso programmi educativi per migliorare le competenze dei veterinari nella gestione delle malattie zoonotiche. Ad esempio, sono stati sviluppati moduli di e-learning per garantire una formazione uniforme in tutta l’UE
Disclaimer: Le informazioni fornite in questi articoli sono basate su ricerca e esperienza personale e sono offerte esclusivamente a scopo divulgativo e informativo. Questi contenuti non sono destinati a fornire consigli veterinari, a formulare diagnosi, o a prescrivere trattamenti per il tuo animale domestico. È fondamentale non utilizzare queste informazioni per sostituire il rapporto diretto tra veterinario e paziente o la visita specialistica veterinaria. Incoraggiamo i proprietari degli animali a consultare sempre un veterinario qualificato per qualsiasi domanda o preoccupazione riguardante la salute e il benessere dei loro cani. Questi articoli dovrebbero servire come punto di partenza per esplorare temi di interesse e stimolare la curiosità, ma le decisioni relative alla cura del tuo animale domestico dovrebbero sempre essere prese in collaborazione con un professionista veterinario. In caso di dubbi o per discutere l’applicabilità di qualsiasi informazione a situazioni specifiche, contatta direttamente il tuo veterinario.





